Le newsletter funzionano ancora? Sì, ecco come e perché 

Fino a qualche anno fa andavano davvero di moda, ma oggi non tutti sono convinti che abbiano ancora una efficacia. Parliamo della newsletter, uno strumento (di marketing e contatto col cliente) che ha avuto anni d’oro ed oggi sembra zoppicare un po’… ma è davvero così? O la newsletter riserva ancora delle sorprese?

Di certo ad oggi lo strumento e-mail è meno ‘sentito’ rispetto a qualche anno fa. Non è più sinonimo di una comunicazione diretta, immediata con il cliente: oggi, se si vuole comunicare subito al cliente, lo si fa per mezzo di Whatsapp, o delle notifiche push sull’app e via dicendo, o su Facebook, insomma sui social. La newsletter è uno strumento tutto sommato meno diretto rispetto a quelli che oggi si usano: meno diretto, ma non per questo inefficace.

Quali sono i difetti della newsletter che la rendono, oggi come oggi, uno strumento un po’ meno usato rispetto al passato?

Sicuramente le email sono viste come strumenti un po’ meno idonei a colpire il lato emotivo del cliente, a coinvolgerlo, a interessarlo. Non si tratta di un messaggio urgente: una newsletter, una mail può essere gestita con calma, senza fretta, e non c’è quell’elemento sorpresa che altri canali comunicativi riservano. Ma questo cosa significa, che la newsletter sia morta e sepolta e che non sia uno strumento di marketing efficace? Nulla di più falso, e stiamo per vedere perché la newsletter è ancora viva e vegeta.

La newsletter non è morta. Ecco per quale motivo

Oggi come oggi la newsletter è uno strumento adeguato per raggiungere tutti i clienti, anche quelli meno social.

Le caratteristiche vincenti di una DEM o di una newsletter, di conseguenza, rimangono sempre le stesse:

  • Cercare di mantenere un oggetto che coinvolga ed incuriosisca. Nel mare di mail che una persona riceve, dobbiamo cercare di individuare un oggetto che la possa coinvolgere e che possa insomma attirare la sua attenzione.
  • Scegliere immagini che siano evocative e coerenti rispetto al messaggio. Se si sceglie di inserire anche un’immagine nella newsletter, fate in modo che sia sempre coerente col messaggio (e non troppo pesante, in modo che si carichi senza dare problemi di lettura).
  • Non siate troppo lunghi. Poche parole, stretti nel messaggio, dritti al dunque: nessuno ama leggere messaggi chilometrici e men che meno messaggi pubblicitari infiniti. Le regole son sempre quelle il messaggio deve essere efficace ma veloce, andare insomma dritto al punto.
  • Contiene un link di conversione: che sia il link al carrello abbandonato con un buono sconto dedicato al cliente, una promozione o offerta speciale, la newsletter deve sempre contenere una call to action, una chiamata all’azione del cliente che sarà così più predisposto a compiere quella stessa azione (specie se c’è un buono sconto dedicato).

Insomma, ancora oggi la newsletter si rivela uno strumento eccellente, di certo ha scopi e modalità di azione diversi dal messaggio push ma è anche meno invadente, più rispettoso e più utile per ottenere determinati obiettivi di marketing. Vale la pena investirci, anche per i costi limitati che ha!

Dobbiamo distinguere comunque le newsletter dalle cosiddette DEM (vedi qui per saperne di più https://www.egonewcom.com/digital-social-media-marketing/dem-newsletter-promozione-brand/ ). Mentre la newsletter consiste nell’invio di comunicazioni (la newsletter è quindi un canale informativo, informazioni, comunicazioni inviate via mail) la DEM consiste in una offerta commerciale specifica rivolta ad un cliente. DEM è acronimo di Direct Email Marketing, offerta commerciale mandata via mail: ha un tono quindi ben diverso dalla semplice newsletter che ha titolo, invece, comunicativo ed informativo.

Tenete conto, quando impostate una newsletter, anche di tutta la normativa privacy e dei consensi del cliente che sono assolutamente importanti per poter inviare mail.