Lusso e futuro: sempre più verso etica e sostenibilità

Già da qualche anno si parla di sostenibilità, ma con il cambiamento climatico sempre più al centro dell’attenzione pubblica, l’etica diventa indiscussa protagonista del futuro del lusso, tra innovazioni e opportunità.

Lo dicono i dati e i report: il lusso deve diventare sostenibile. Se l’attenzione all’ambiente è un argomento a cui i brand del lusso prestano attenzione da anni, la sostenibilità applicata a tutta la filiera produttiva è la nuova sfida che attende il settore.

La pandemia di Covid ha certamente accelerato un percorso, che già da anni andava verso questa direzione, mentre il pubblico maturava sempre più una coscienza ambientale e sociale. D’altronde, la generazione Z, i consumatori che saranno più influenti in futuro e target di riferimento di molti brand, premia ormai i marchi di lusso dal forte impatto positivo su ambiente e società.

Al contrario, inizia a prendere le distanze dalle aziende che non assumono una posizione chiara su questi temi, sempre più sentiti. A sostenerlo è la Bain & Company, che insieme a Positive Luxury ha pubblicato il report “LuxCo 2030: A Vision of Sustainable Luxury”, in cui prova a definire le caratteristiche che dovrà possedere un brand di lusso di successo nel 2030, a partire dalla tracciabilità della supply chain e dalla ridefinizione del “perché?” alla base del brand.

Lusso sostenibile: il greenwashing non basta più

Come spiega Claudia D’Arpizio, Global Head del Vertical Moda & Lusso di Bain & Company, l’aspettativa da parte dei consumatori nei confronti dei marchi del lusso è crescente. Per questo, tante sono le aziende del settore luxury che si sono già mosse con dichiarazioni d’intenti, obiettivi da realizzare nei prossimi anni e piccoli cambiamenti già avviati.

Un restyling dei modelli non sarà però sufficiente, con il pubblico sempre più attento ai tentativi di greenwashing. I brand che vorranno avere successo nel 2030 nella corsa alla sostenibilità dovranno già da oggi iniziare a re-immaginare sé stessi profondamente, tracciando un percorso preciso, che preveda un sostanziale cambiamento della cultura aziendale e del business.

Se fino ad ora il lusso, in particolare la pelletteria Made in Italy, è stato sinonimo di artigianalità ed esclusività, ben presto dovrà esserlo anche di etico e bello, per le persone e per il pianeta.

Lusso etico, dal brand del futuro ad esempi virtuosi di oggi

Come sarà il brand di lusso del futuro, è il report a dircelo. Grazie all’innovazione tecnologica, le imprese di successo dovranno essere in grado di ridurre sprechi ed eccedenze nei magazzini, offrendo al cliente maggiori opzioni di personalizzazione. E ancora: il mercato del second-hand potrebbe ricoprire una quota pari al 20% del fatturato aziendale, con un incremento del margine di profitto del singolo prodotto del 40%.

Meno fornitori e più controllati, certi dell’impatto ambientale minimo e della qualità di materie prime e filiera di produzione. Il lusso etico non è però solo una prospettiva futura e numerosi sono gli esempi virtuosi che già oggi coinvolgono la filiera.

A partire dalle piccole realtà del settore moda, come il Manteco System promosso dalla Manteco di Montemurlo in provincia di Prato, azienda leader nei tessuti per abbigliamento in lana riciclata, che unisce 56 aziende del settore unite nella produzione di tessuti green.

Lusso etico, da Stella McCartney a Lamborghini

Di esempi virtuosi in atto già oggi, il settore lusso è ricco. E quando si pensa al lusso sostenibile, non si può non parlare di Stella McCartney, cruelty-free ed ecologista quando ancora esserlo non era un trend. Tra materiali di riciclo, alternative vegetali alla pelle ed economia circolare, il brand inglese punta da sempre ad un impatto sull’ambiente positivo e attento.

Ne sono un esempio gli stivali della collezione Inverno 2021, con suola biodegradabile e priva di solventi. Se Burberry presenta uno zaino in Econyl, filato di nylon ricavato da reti da pesca rigenerate, scarti di tessuto e plastica industriale, Salvatore Ferragamo crea la nuova Viva Bow bag, realizzata con rimanenze di pellami di vitello di vecchie collezioni, destinate altrimenti alla discarica.

Unisce lusso e sostenibilità anche Lamborghini con la sua Upcycled Leather della nuova collezione creata in collaborazione con Cartiera, laboratorio emiliano di moda etica che produce accessori con pelletteria e tessuti di recupero.

Dagli stabilimenti di Sant’Agata Bolognese proviene il recupero delle rimanenze di pellame di alta qualità trasformate in articoli di pelletteria esclusivi. Dalla tote bag, al porta smartphone, passando per il portachiavi e un porta carte, tutti personalizzati con il logo Automobili Lamborghini, sono disponibili in colore nero o in un colore casuale, in base alla disponibilità del pellame recuperato, a beneficio dell’economia circolare e di un lusso sempre più etico.