Telemedicina: Coronavirus fa Capire che Serve Incrementare l’Uso

Mai come al giorno d’oggi la tecnologia si sta rivelando un fondamentale alleato per contrastare il dilagarsi del coronavirus, il virus che sta tenendo il mondo col fiato sospeso, in attesa che si possa concretamente trovare un farmaco o un vaccino in grado di poterlo debellare e renderlo meno aggressivo. Oltre ad attrezzature e strumentazioni altamente tecnologiche in grado di assistere i pazienti affetti dal coronavirus, esiste anche un’altra tipologia di tecnologia informatica in grado di venire incontro alle esigenze di qualsiasi tipologia di paziente, sospetto o non: stiamo parlando della telemedicina. In questo articolo approfondiremo il significato della telemedicina in Italia, e perché può essere un valido aiuto nella lotta contro il coronavirus.

La telemedicina: quando nasce, che cosa significa e cosa c’è da sapere

Correva l’anno 1970 quando nacque la primissima forma di telemedicina in Italia: la facoltà di Medicina, de La Sapienza di Roma, ideò un particolare “telefono”, chiamato Cardiotelefono, che era in grado di trasmettere efficacemente alcuni segni bio medicali. Da quel momento in poi, nacquero costantemente ulteriori forme di sistemi informatici in grado di fornire, da remoto, diversi dati: fino ad arrivare ai giorni nostri, dove la telemedicina risulta essere, per un’ampia gamma di casi, un ottimo alleato e coadiuvante delle visite specialistiche mediche.
Da utilizzare essenzialmente come primo screening in casi non gravi, la telemedicina non è altro che l’utilizzo di un computer, fornito di telecamera e microfono, che possa dialogare con un medico altrettanto collegato alla rete internet e fornito anche lui di computer, microfono e telecamera per poter dialogare con il paziente e fornire il suo servizio di diagnosi da remoto. Si tratta di un vero e proprio consulto da remoto, un teleconsulto, che può facilmente usare a proprio favore la tecnologia fornita dalla rete internet per la prevenzione e la diagnosi di diverse tipologie di malattie, dalla dermatologia alla cardiologia. Per poter effettuare questi teleconsulti sono stati studiati appositi software per la telemedicina: anche diverse farmacie, sempre più numerose, stanno offrendo servizi di telemedicina in farmacia, fornendo anche risultati importanti; tra questi, possiamo trovare una valida azione nella prevenzione di determinate malattie, oltre a erogare prestazioni professionali specialistiche che, diversamente, avrebbero richiesto tempi di attesa molto lunghi.

Tra i software oggi principali per la telemedicina troviamo:

L’importanza della telemedicina per contrastare il coronavirus in Italia

La telemedicina risulta essere un importante alleato per la lotta contro il coronavirus in quanto permette, nei casi non gravi o asintomatici, di poter avere ugualmente un consulto valido senza dover essere di persona davanti al proprio medico: con alcune accortezze, il medico potrà valutare un primo screening sullo stato della salute del paziente semplicemente osservando la sua immagine e sentendo i sintomi riportati. In caso nulla risulti particolarmente grave, potranno essere prescritte eventuali ricette mediche, o nel caso in cui sia necessario un consulto più approfondito per determinare più concretamente lo stato salutare del paziente, sarà necessario prendere appuntamento diversamente e prenotare una visita approfondita. La telemedicina, dunque, risulta essere un valido primo step di controllo, e sono diverse anche le App create in grado di venire incontro ad alcune esigenze dei pazienti e dei medici: anche solo il dialogo potrebbe giocare un ruolo fondamentale e rassicurare il paziente che si ritrova a essere spaesato in questa emergenza sanitaria. Il monitoraggio dei pazienti da remoto, specialmente se con patologie, potrà ridurre notevolmente gli spostamenti, oltre che permettere al sistema sanitario nazionale di non essere preso d’assalto e intasarlo inutilmente.

Costi e pro e contro della telemedicina

Uno dei punti di forza della telemedicina, oltre a quello di snellire le fasi preliminare di diagnostica, è anche quello di sostenere costi nettamente inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere con visite mediche classiche. Certamente la telemedicina non potrà mai sostituire le diagnosi approfondite di un medico che visita fisicamente il suo paziente, ma potrà essere utile incrementare l’uso di questa tecnologia per i casi in cu non sia necessaria la presenza fisica e che possa risultare risolutivo anche solo questa tipologia di approccio da remoto.
Per concludere, la distanza che si potrà tenere utilizzando la telemedicina potrà essere un’arma preziosa per contrastare il coronavirus: con l’utilizzo di un semplice computer, dotato di microfono e telecamera, si potrà essere in grado di rilevare i parametri vitali fondamentali e promuovere efficacemente il dialogo tra medico curante e paziente.